Archive for the ‘Studio’ Category

I Miei Hobbies…

27 luglio , 2011

Un giorno ho deciso che mi sarei trovato una casa tutta mia. E così ho fatto. Nel mio ideale immaginavo che l’avere una casa propria significasse aver raggiunto una buona dose di indipendenza, anche se averla avrebbe comportato qualche responsabilità in più. Credevo che avere una casa tutta per se significasse poter invitare amici ad ogni momento, organizzare feste, libertà nel modo più assoluto, mangiare a ore impossibili e rientrare ad ore altrettanto impossibli senza dover fare attenzione a svegliare qualcuno, poter guardare quello che si vuole in televisione senza dover convincere nessuno, mangiare in salotto, e fare le pulizie solamente quando la polvere cammina per strada. E’ incredibile come le aspettative siano sempre un tantino diverse dalla realtà, però ho il vago sospetto che le cose non siano esattamente come le immaginavo. Ed è così che mi ritrovo a fare il bilancio familiare (me stesso) con tanto di calcolatrice e scontrini, osservando quell’aggeggio infernale chiamato ferro da stiro e leggendo le sitruzioni della lavatrice. Adoro la mia casa…

Listening: The Steve Miller Band – The Joker

Le Mie Giornate..

16 dicembre , 2010

Ogni persona adulta passa la maggior parte della propria giornata sul posto di lavoro. Io non faccio eccezione. Anzi, con i tempi che corrono, devo ritenermi fortunato ad averne uno, di lavoro. Ho la fortuna di farlo a contatto con molte persone, ognuna con la propria personalità e il proprio ruolo. Persone che fuori dal contesto lavorativo potrei quasi considerare una sorta di amici. Invece, purtroppo, i giorni si trasformano in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Ci sono i più deboli che faticano, arrancano e i più forti che sfruttano l’arroganza e la prepotenza per farsi largo. Forse è giusto che sia così, in una specie di giungla aziendale. Io combatto le mie battaglie quotidiane in modo silenzioso, forse ingenuo, battaglie che passano quasi inosservate. Ho sempre creduto nella forza delle azioni, dei fatti, e poco in quella delle parole, che ritengo solo inutile pubblicità. Preferisco non fare proclami, lavorare in silenzio, dare il meglio di me stesso giorno dopo giorno, con la convinzione che prima o poi tutti gli sforzi saranno ricompensati. Può darsi che la mia non sia la strada più giusta verso il successo, ma ogni sera, quando spengo la luce, riesco ancora a dormire sereno. Mi sento in pace con me stesso.

Listening: Empire of the Sun – We are the People

Siediti e Aspetta..

17 maggio , 2010

Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un’idea senza avere un’idea di se è una delle cose più pericolose che si possa fare. Ogni volta che ti sentirai smarrito, confuso, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e, sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.  Stai fermo in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.

Il Mio Buon Nuovo Inizio..

29 aprile , 2010

Tutto ciò che finisce segna il confine con qualcosa che inizia. Oggi festeggio il mio “buon nuovo” inizio. E’ il mio primo giorno di lavoro. Il mio nuovo vecchio lavoro. Le sensazioni sono quelle del primo giorno. Occhi aperti ancora prima di sentire il suono della sveglia. Il primo biscotto che inzuppato troppo si rompe crollando nella tazza, con conseguente tsunami in grado di compromettere tovaglia e camicia. Uscire di casa tirandosi dietro la porta e accorgersi di aver dimenticato dentro le chiavi dell’ufficio. Chiavi che non potranno essere recuperate perchè sono accanto a quelle di casa, ovviamente dentro anch’esse. E’ un piacere guidare, la strada sgombra, la musica giusta, tutto fila liscio e in perfetto orario sono sul posto, carico per questo nuovo inizio. Saluto tutti, anche le persone di passaggio, l’accoglienza è ottima. Poco dopo persone e volti conosciuti si radunano, mi invitano a fare colazione, spuntano torte e biscotti da ogni angolo, baci, abbracci e qualche grassa risata. Non mi resta che ringraziare tutti di cuore e raggiungere la mia scrivania. Con enorme piacere noto gli sfottò sullo schermo del computer e sulla scrivania, frutto di qualche collega fantasioso. Accendo e scopro che le mail da leggere sono un numero troppo grande, quasi cinquecento ma sono qui anche per questo. Mi hanno detto di non esagerare e fare tardi quindi mi faccio coraggio, leggo la prima e dopo qualche secondo alla mente il primo pensiero. Non ricordo un cavolo del mio lavoro…

Listening: Iron & Wine – The Trapeze Swinger

E se avesse ragione Peter Pan….

15 aprile , 2010

E’ difficile capire cosa significa esattamente crescere, diventare grandi. Cosa ci distingue come esseri adulti e non più come ragazzini. Penso alle responsabilità, penso al lavoro, al costruirsi una famiglia ed all’avere dei bambini, una casa. Poi penso ai mariti che uccidono le mogli, penso ai pedofili, e in loro non vedo niente che mi faccia pensare a persone adulte. L’equilibrio. Ecco si. Forse l’equilibrio è una caratteristica necessaria ma non sufficiente per diventare grandi. Avere una corretta capacità di analisi, sapersi comportare in tutte le situazioni ed affrontare i problemi nel modo migliore possibile. Affrontare la vita senza scappare, decidere. Forse invece sono le esperienze della vita che ci qualificano, le delusioni, i successi e le battaglie. O forse è semplicemente la consapevolezza di noi stessi e di quello che siamo, di quanto valiamo che ci rende adulti. Voglio crescere con questi valori, non pensando che sarò adulto il giorno che avrò smesso di ridere e scherzare. Mi guardo intorno e vedo persone stimate, considerate adulte perchè hanno già ottenuto tutto quello che volevano. Io dico che sono persone che si accontentano di poco. E’ quello che abbiamo o quello che siamo che conta? Io non ho ancora niente di tutto questo, inseguo la mia isola che non c’è notte dopo notte, e se questo fa di me un ragazzino agli occhi di gente frustrata, pazienza…

La Mia Verità..

25 marzo , 2010

Spesso mi chiedo quali siano i segreti per far funzionare un rapporto, amore o amicizia che sia. O quale dovrebbe essere la caratteristica per riconoscere la persona adatta a noi, quali sono le cose davvero importanti. E dalle risposte mi rendo conto di quanto possa essere lunatico o avere comunque le idee poco chiare. Non ci sono mai due giorni in cui io riesca a darmi la stessa risposta. Oggi invece, mi è giunta all’orecchio una versione nuova, quasi illuminante: “Il 99% delle coppie che si formano sono già assortite male in partenza. E delle coppie che arrivano al matrimonio, la metà divorzierà comunque. Insomma, sembra tutto così difficile. Eppure mi guardo intorno e vedo coppie felici, coppie che funzionano. La verità è che le coppie veramente giuste sguazzano nella stessa merda di tutte le altre, solo che non si lasciano sommergere. Uno dei due si farà forza e ogni volta che occorre lotterà per quel rapporto. Se è giusto e se sono molto fortunati uno dei due dirà qualcosa, farà qualcosa“. Alla fine sarò ingenuo ma io ci credo ancora..

La Mia Milano..

21 marzo , 2010

Vivere è difficile. Ogni giorno ti si presentano nuove sfide da affrontare e non è sempre così semplice riuscire a venirne a capo. Un giorno discuti di come vorresti il mondo, immagini di realizzare le cose più difficili, e il giorno successivo ti ritrovi a lottare per riuscire ad alzarti dal letto, faticare per riuscire a fare due passi in più rispetto al giorno precedente, cercare di dormire almeno un paio d’ore la notte senza ostruire il tubo che esce dal petto. E ‘ difficile riuscire a calarsi giorno dopo giorno nella nuova realtà. Ci si sente inutili, incapaci di pensare che la situazione si sitemerà, afflitti dai problemi giornalieri. Eccomi qua. A guardare fuori dalla mia finestra milanese, diventata la mia casa in questi giorni. I pensieri affollano la testa, cercando di vincere la sfida quotidiana, sono qua per questo. Ci viene insegnato di scegliere le battaglie da combattere. Io non l’ho scelta. E forse per questo ho più voglia di altri di vincerla. Un giorno tutto questo sarà un ricordo e guardando le cicatrici e i segni che il tempo mi ha lasciato per sempre sulla pelle, capirò di aver iniziato la mia seconda vita, quella concessa a pochi fortunati. In fondo, come dice Alex Britti “Anche qui, può arrivare l’odore del mare a prendermi..

Il Bene e Il Male..

15 marzo , 2010

Se riesci a conservare il controllo quando tutti Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa; se riesci ad aver fiducia in te quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio; se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare, o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne, o se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio, e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio.

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone; se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo; se riesci a far fronte al trionfo e alla rovina e trattare allo stesso modo quei due impostori; se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante, e piegarti a ricostruirle con strumenti logori.

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite e rischiarle in un colpo solo a testa e croce, e perdere e ricominciare di nuovo dal principio e non dire una parola sulla perdita; se riesci a costringere cuore, tendini e nervi a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e a tener duro quando in te non resta altro tranne la volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù, e a camminare con i re senza perdere il contatto con la gente, se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro, se tutti contano per te, ma nessuno troppo; se riesci a occupare il minuto inesorabile dando valore a ogni minuto che passa, tua è la Terra e tutto ciò che è in essa, E quel che è di più, sei un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling


Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

La Mia Rosa..

27 febbraio , 2010

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “… piangerò“. “La colpa è tua“, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…” “E’ vero“, disse la volpe. “Ma piangerai!” disse il piccolo principe. “E certo“, disse la volpe. “Ma allora che ci guadagni?
Ci guadagno“, disse la volpe, “il colore del grano“. Poi aggiunse: “Va a rivedere le rose. Capirai che la tua rosa è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto“. Il piccolo principe se ne ando a rivedere le rose. “Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente“, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto un mio amico e ora è per me unica al mondo“. Le rose erano a disagio. “Voi siete belle, ma siete vuote“, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi assomigli, ma lei, lei sola, è piu importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre perle farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa“. E ritornò dalla volpe.”Addio“, disse. “Addio“, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi“. “L’essenziale è invisibile agli occhi“, ripeté il piccolo principe , per ricordarselo. “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi importante“. “E’ il tempo che ho perduto perla mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. “Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…” .”Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo..

Il Mio Falò..

15 febbraio , 2010

All’orizzonte le navi saracene si stanno avvicinando rapidamente. Non resta molto tempo per organizzare una difesa. La paura di vedere il proprio borgo raso al suolo e saccheggiato si sta velocemente diffondendo tra la popolazione. Serve un’idea geniale per impedire questa fine dolorosa. La gente corre disperata in cerca d’aiuto. Benedetto Revelli suggerisce di accendere grandi falò in tutti i rioni per dare l’impressione ai Saraceni che la città sia già stata depredata. In fretta e furia enormi ceppi vengono portari in tutte le piazze ed enormi falò iniziano a illuminare le vie di Taggia. Tutti si muovono in modo caotico e confuso, ognuno cerca di dare una mano. I conquistatori arabi sono ormai in vista del porto e il destino sembra segnato. I pochi uomini armati si preparano a difendere le proprie case dall’assedio. All’improvviso qualcosa di straordinario accade. Tutte le navi tanto temute invertono la rotta, sembrano dirigersi verso l’orizzonte dal quale sono venute. Le luci dell’alba iniziano a fare capolino. Lo stratagemma ha funzionato. E’ fatta. Salvi. Oggi sarà storia..