Archive for the ‘Humour’ Category

Viaggiare rende Liberi…

12 aprile , 2012

Ognuno di noi vive e pensa nella propria “comfort zone“. Si tratta di uno spazio virtuale in cui ogni persona si sente a proprio agio e in cui si sente autorizzata a far volare la propria fantasia in completa sicurezza. Buona parte della nostra esistenza viene racchiusa e delimitata da questo spazio. Fin da piccoli abbiamo la tendenza a non allontanarci troppo, a mantenere una sorta di cordone ombelicale, se non con il luogo di origine almeno con il luogo che identifichiamo come casa. Ogni passo che compiamo in direzioni nuove ci crea da subito un minimo di timore o disagio, per via del non sapere a cosa andiamo incontro, che cosa troveremo. Crescendo, la comfort zone si allarga, cresce di pari passo con l’esperienza che accumuliamo e con le persone che conosciamo. Ogni volta che visitiamo un luogo lontano, città o stato che sia, ci rimane impresso nella memoria come posto conosciuto, posto  in cui ci sentiamo a nostro agio. Il timore di un posto lontano si tramuta in curiosità di conoscere e di vedere. I confini della nostra immaginazione si allargano e anche la propria personalità diventa un miscuglio di quanto abbiamo visto e vissuto in paesi diversi dal nostro. E’ un lungo processo di non ritorno, e lentamente, quello che viene comunemente considerato mondo, per alcuni fortunati non è altro che casa ormai. Viaggiare rende liberi..

Listening: R.E.M. – Half a World Away

I Miei Hobbies…

27 luglio , 2011

Un giorno ho deciso che mi sarei trovato una casa tutta mia. E così ho fatto. Nel mio ideale immaginavo che l’avere una casa propria significasse aver raggiunto una buona dose di indipendenza, anche se averla avrebbe comportato qualche responsabilità in più. Credevo che avere una casa tutta per se significasse poter invitare amici ad ogni momento, organizzare feste, libertà nel modo più assoluto, mangiare a ore impossibili e rientrare ad ore altrettanto impossibli senza dover fare attenzione a svegliare qualcuno, poter guardare quello che si vuole in televisione senza dover convincere nessuno, mangiare in salotto, e fare le pulizie solamente quando la polvere cammina per strada. E’ incredibile come le aspettative siano sempre un tantino diverse dalla realtà, però ho il vago sospetto che le cose non siano esattamente come le immaginavo. Ed è così che mi ritrovo a fare il bilancio familiare (me stesso) con tanto di calcolatrice e scontrini, osservando quell’aggeggio infernale chiamato ferro da stiro e leggendo le sitruzioni della lavatrice. Adoro la mia casa…

Listening: The Steve Miller Band – The Joker

Il Mio Disegno…

24 marzo , 2011

Esiste il destino? Un disegno prefissato per ognuno di noi, oppure ciascuno è artefice del proprio? Forse la verità sta nel mezzo: esistono un punto di partenza e di arrivo uguali per tutti ma è la strada che sta nel mezzo che distingue le persone. Ci sono giorni in cui gli eventi si susseguono in modo così perfetto da farmi pensare che tutto sia già scritto, come se il caso non esistesse. A volte mi sembra che anche i rapporti non facciano eccezione. Mi sembra esistano persone destinate a stare insieme per tutta una vita, qualunque cosa accada, non importa la distanza che li separa, il tempo trascorso senza sentirsi o le singole difficoltà di ogni giorno. E’ come se esistesse un filo immaginario, si allunga e si accorcia a seconda delle vicissitudini, ma mai si spezza. Nel corso di una giornata, di un anno o di un’intera esistenza si incontrano persone diverse, ma spesso basta un attimo, una sensazione per rendersi conto di quali avranno un ruolo fondamentale, di quali avremo la fortuna di portarci fino alla vecchiaia e quali vale la pena lasciare andare. La chiave sta in quel filo….

Listening: Pete Murray – Opportunity

Lascia che ti Racconti..

20 febbraio , 2011

Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune ma dopo il suo numero,e fino ad un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe, eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente da quel paletto e fuggire. Che cosa lo teneva legato? Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell’elefante qualcuno mi disse che l’elefante non scappava perchè era ammaestrato allora porsi la domanda ovvia:”se è ammaestrato perchè lo incatenano?” Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell’elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato saggio da trovare la risposta: l’elefante del circo non scappa perchè è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo. Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perchè quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perchè crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata e non è mai più ritornato a provare, non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza, mai più…

Listening:  The National – Sorrow

Il Mio Equilibrio..

8 febbraio , 2011

Credo che l’equilibrio sia la chiave per il successo.  E come nella la vita di tutti i giorni, anche nella vita di coppia l’equilibrio è importante. Non importa come lo si raggiunga, conta il risultato che si ottiene, magari dopo mesi di tentativi. La maggior parte delle coppie di successo che conosco si basa su alcune fondamenta comuni. L’uomo è tipicamente la parte stupida della coppia,  la parte più propensa a ridere e scherzare, insomma, una pseudo incarnazione della sindrome di Peter Pan. La donna è invece quell’entità che impedisce all’uomo appena citato di compiere atti di cui potrebbe pentirsi poco dopo. La coscienza di un uomo è la propria moglie o fidanzata. In cambio, l’uomo, ha un’innata capacità di proteggere la propria signora da qualsiasi pericolo,  e comunque, un uomo, magro o grasso che sia, risulta sempre un perfetto cuscino. Esiste tuttavia una categoria di uomini, a cui mi ispiro e sento di appartenere, che necessita di una vera e propria badante per sopravvivere nella giungla quotidiana. Ma anche in questo caso, senza un equilibrio che si viene a creare nella coppia, non si può fare la  differenza. Ecco svelato il segreto della mia esistenza. Una badante per raggiungere la felicità…

Listening: M83 – We Own The Sky

I Miei Sensi..

26 gennaio , 2011

Ognuno dei nostri cinque sensi è in grado di risvegliare vecchi ricordi, belli o brutti che siano. Abitualmente la vista è il senso che più vi partecipa, per via della quantità di immagini e situazioni in cui siamo coinvolti durante una normale giornata. Ma il senso che in assoluto ha la capacità di farmi rivivere i ricordi più vivi e intensi è l’olfatto. Spesso mi capita di sentire odori anche solo per un’istante, e rivedere limpida nella mia mente la serie di ricordi legati a quel particolare odore. Forse ancora più significativo è il fatto di come io tenda a identificare le persone per il profumo indossato. A distanza di anni, sentendo un profumo, riuscirei immediatamente ad asssociarlo alla persona che lo portava anni prima. Quande volte, semplicemente camminando, sentendo profumo conosciuti, l’istinto sia quello di seguirli. Chissà se nel corso della vita le vicissitudini ci portano ad utilizare maggiormente un senso rispetto agli altri, o se nasciamo già con una particolare predisposizione. Nel mio caso, già alla nascita il mio destino era segnato, con un naso così…

Listening : Paul & Fritz Kalkbrenner – Sky and Sand


Le Mie Giornate..

16 dicembre , 2010

Ogni persona adulta passa la maggior parte della propria giornata sul posto di lavoro. Io non faccio eccezione. Anzi, con i tempi che corrono, devo ritenermi fortunato ad averne uno, di lavoro. Ho la fortuna di farlo a contatto con molte persone, ognuna con la propria personalità e il proprio ruolo. Persone che fuori dal contesto lavorativo potrei quasi considerare una sorta di amici. Invece, purtroppo, i giorni si trasformano in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Ci sono i più deboli che faticano, arrancano e i più forti che sfruttano l’arroganza e la prepotenza per farsi largo. Forse è giusto che sia così, in una specie di giungla aziendale. Io combatto le mie battaglie quotidiane in modo silenzioso, forse ingenuo, battaglie che passano quasi inosservate. Ho sempre creduto nella forza delle azioni, dei fatti, e poco in quella delle parole, che ritengo solo inutile pubblicità. Preferisco non fare proclami, lavorare in silenzio, dare il meglio di me stesso giorno dopo giorno, con la convinzione che prima o poi tutti gli sforzi saranno ricompensati. Può darsi che la mia non sia la strada più giusta verso il successo, ma ogni sera, quando spengo la luce, riesco ancora a dormire sereno. Mi sento in pace con me stesso.

Listening: Empire of the Sun – We are the People

Siediti e Aspetta..

17 maggio , 2010

Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un’idea senza avere un’idea di se è una delle cose più pericolose che si possa fare. Ogni volta che ti sentirai smarrito, confuso, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e, sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.  Stai fermo in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.

I Will Remember…

11 maggio , 2010

Dicono che il ricordo della felicità non sia più felicità mentre il ricordo del dolore è ancora dolore. Può darsi. Forse no. Mi ritrovo ancora oggi a passare gran parte del mio tempo a immaginare il futuro, o a rivivere il passato. Pur essendo una persona ottimista, questo mio modo di fare mi porta a convivere abitualmente con uno stato di malinconia in cui mi trovo assolutamente a mio agio. Mi piace rituffarmi nel passato, riassaporare i momenti più belli e ricordarli con un velo di malinconia, come qualcosa che non tornerà più. Il ricordo della felicità non è più felicità ma è malinconia. Bellissima malinconia, derivante dalla consapevolezza di avere ricordi stupendi. Forse il segreto è proprio questo. Avere ricordi belli porta malinconia, non per un presente che non sia all’altezza, ma per l’assoluto terrore di dimenticare qualcuno, qualcosa che è stato importante per me. Il ricordo del dolore non è dolore. A volte diventa rabbia, mai ancora dolore. Come un automa privo di anima trasformo ogni ricordo negativo, diventa per me una prova di quanto io sia forte, di quanto ho saputo affrontare e di quanto ho saputo affrontare. Ricordare il dolore mi da forza, più forza di ogni altra cosa. Dicono anche che i consigli siano una forma di malinconia del tempo passato. Ascoltare chi li dispensa è nobile. Credo a questo..

Listening: Mumford & Sons – After the Storm

Il Mio Buon Nuovo Inizio..

29 aprile , 2010

Tutto ciò che finisce segna il confine con qualcosa che inizia. Oggi festeggio il mio “buon nuovo” inizio. E’ il mio primo giorno di lavoro. Il mio nuovo vecchio lavoro. Le sensazioni sono quelle del primo giorno. Occhi aperti ancora prima di sentire il suono della sveglia. Il primo biscotto che inzuppato troppo si rompe crollando nella tazza, con conseguente tsunami in grado di compromettere tovaglia e camicia. Uscire di casa tirandosi dietro la porta e accorgersi di aver dimenticato dentro le chiavi dell’ufficio. Chiavi che non potranno essere recuperate perchè sono accanto a quelle di casa, ovviamente dentro anch’esse. E’ un piacere guidare, la strada sgombra, la musica giusta, tutto fila liscio e in perfetto orario sono sul posto, carico per questo nuovo inizio. Saluto tutti, anche le persone di passaggio, l’accoglienza è ottima. Poco dopo persone e volti conosciuti si radunano, mi invitano a fare colazione, spuntano torte e biscotti da ogni angolo, baci, abbracci e qualche grassa risata. Non mi resta che ringraziare tutti di cuore e raggiungere la mia scrivania. Con enorme piacere noto gli sfottò sullo schermo del computer e sulla scrivania, frutto di qualche collega fantasioso. Accendo e scopro che le mail da leggere sono un numero troppo grande, quasi cinquecento ma sono qui anche per questo. Mi hanno detto di non esagerare e fare tardi quindi mi faccio coraggio, leggo la prima e dopo qualche secondo alla mente il primo pensiero. Non ricordo un cavolo del mio lavoro…

Listening: Iron & Wine – The Trapeze Swinger