Archive for aprile 2012

Cosa Tiene Accese le Stelle..

19 aprile , 2012

Sono sull’aereo che dalla Polonia mi riporta a casa, ho appena finito di leggere Cosa tiene accese le Stelle, un libro di Mario Calabresi, e non ho nessun motivo per non pensare che sarà una bella giornata. Il libro racconta la storia di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro e che hanno perseguito i loro sogni fino ad ottenerne qualcosa. Racconta di come i tempi attuali siano migliori di quelli passati, a differenza di quanto sento dire praticamente tutti i giorni in televisione o sui giornali, e racconta di come con l’impegno e la volontà ci si possa costruire un futuro migliore. Certo, bisognerebbe discuterne con tutti quelli che invece hanno fallito, ma oggi voglio essere ottimista. Negli ultimi anni si è diffusa una straordinaria cultura della lamentela, che cancella ogni possibilità di riscatto e cambiamento. Innamorarsi delle proprie sfighe è rassicurante e ti fa vivere in un territorio protetto, in un mondo che riconosci e ti rassicura. Viene in mente una frase del film The Social Network, quello che parla della storia dell’inventore di Facebook. La pronuncia il rettore  di Harvard: “I migliori allievi di questa università non sono quelli che escono e trovano un lavoro, ma quelli che escono e si inventano un lavoro”. Uno la vita, se la deve inventare..

Listening: The Hold Steady – Lord, I’m discouraged

Viaggiare rende Liberi…

12 aprile , 2012

Ognuno di noi vive e pensa nella propria “comfort zone“. Si tratta di uno spazio virtuale in cui ogni persona si sente a proprio agio e in cui si sente autorizzata a far volare la propria fantasia in completa sicurezza. Buona parte della nostra esistenza viene racchiusa e delimitata da questo spazio. Fin da piccoli abbiamo la tendenza a non allontanarci troppo, a mantenere una sorta di cordone ombelicale, se non con il luogo di origine almeno con il luogo che identifichiamo come casa. Ogni passo che compiamo in direzioni nuove ci crea da subito un minimo di timore o disagio, per via del non sapere a cosa andiamo incontro, che cosa troveremo. Crescendo, la comfort zone si allarga, cresce di pari passo con l’esperienza che accumuliamo e con le persone che conosciamo. Ogni volta che visitiamo un luogo lontano, città o stato che sia, ci rimane impresso nella memoria come posto conosciuto, posto  in cui ci sentiamo a nostro agio. Il timore di un posto lontano si tramuta in curiosità di conoscere e di vedere. I confini della nostra immaginazione si allargano e anche la propria personalità diventa un miscuglio di quanto abbiamo visto e vissuto in paesi diversi dal nostro. E’ un lungo processo di non ritorno, e lentamente, quello che viene comunemente considerato mondo, per alcuni fortunati non è altro che casa ormai. Viaggiare rende liberi..

Listening: R.E.M. – Half a World Away