Certe cose si ricordano poi per tutta la vita. Certi odori o certi sapori assumono un significato che va oltre la valenza terrena. Alcuni dei miei ricordi più dolci si legano a quanto accadeva in cucina, il grande tavolo apparecchiato, la stufa accesa, le note di Edith Piaf nell’aria, gli attentati all’antipasto senza che mia nonna vedesse. Subisco ancora oggi il fascino piacevole del pranzo domenicale con la mia famiglia un po’ stravagante. Sempre allegra e scherzosa soptrattutto nel reparto bimbi mai cresciuti, in cui un posto d’onore spetta a mio padre, uno che si esalta nelle grandi occasioni. Il cibo in tavola è sempre almeno il doppio di quello che basterebbe a sfamare l’esercito ottomano dei tempi migliori, e in genere, all’arrivo della frutta gli sguardi iniziano a incupirsi e a farsi cattivi, segno che il dolce si sta avvicinando. Nel frattempo il vino è più sulla tovaglia che negli apparati digerenti, e il bottone dei pantaloni è ormai diventato una potenziale arma omicida. L’atmosfera rilassata e accogliente si lega alla perfezione con il primo sonno coincidente il Gran Premio di F1, momento sempre atteso dalla frangia sportiva. Adoro il pranzo della domenica..
Listening: Ben Harper – Paris Sunrise #7
