Oggi mi è capitata tra le mani questa vecchia fotografia e come spesso capita sono riaffiorati alla mente decine e decine di ricordi. E’ uno dei rarissimi scatti che mi ritraggono durante qualsiasi tipo di attività sportiva; non perchè ne facessi poca ma perchè tendo a essere un ragazzo timido e mio padre non è mai stato uno di quei genitori che vogliono far diventare i figli quello che loro non sono mai riusciti a essere..
Ripensando a quei momenti mi rendo conto di come è stata felice e spensierata la mia carriera da calciatore, breve ma intensa e con alla fine parecchie soddisfazioni. La foto è del 1999, nel momento di maggior splendore se così vogliamo chiamarlo. Giocavo nell’amato Don Bosco, squadra soprattutto di amici, allenata da Sandro Salavadore (recentemente scomparso, vecchia gloria della Juventus e della nazionale italiana negli anni 60-70). E’ stato l’uomo che mi ha insegnato di più. Sia a livello calcistico che sotto il profilo umano; sono ancora stupito adesso di come sia stato tra i pochi a riconoscere in me tutto sommato del talento soprattutto nello stare in mezzo agli altri, lui che di ragazzini ne ha visti migliaia..
In campo riuscivo a trasmettere ai compagni quel carisma che forse mi manca nella vita di tutti i giorni per non farmi passare completamente inosservato e farmi apprezzare dalle persone; cosa che mi riesce molto difficile a giudicare da come procede la mia vita..
